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Comunicato del 1 agosto 2014
Venerdì 01 Agosto 2014 15:45

ENTRA IN VIGORE CONVENZIONE ISTANBUL

TELEFONO ROSA: SIAMO INDIETRO SU TUTTO, PAGHEREMO SANZIONI SALATE

 

 

“Dovrebbe essere un giorno importante e di soddisfazione, oggi: entra infatti in vigore la Convenzione di Istanbul, per la quale tante donne, sia nelle associazioni che nei luoghi della politica, si sono battute. Ma eccoci nella solita insopportabile “storiella all’italiana”, che però in questo caso si scrive sulla pelle delle donne”. Gabriella Carnieri Moscatelli non usa mezzi termini nel commentare quella che, invece di essere una giornata di azione, programmi e speranza, diventa un’ennesima giornata di denuncia.

“Avevamo esultato quando l’ostinazione della Ministra Josefa Idem e di tante sue colleghe, di sinistra e di destra, avevano ottenuto l’approvazione della Convenzione. Ma ci eravamo illuse. Il ritardo su ciò che prevede questo prezioso documento internazionale, sottoscritto a oggi da 12 Paesi (Albania, Portogallo, Montenegro, Italia, Bosnia Erzegovina, Austria, Serbia, Andorra, Danimarca, Francia, Spagna, Svezia ndr.), è enorme. Dei quattro punti cardine della Convenzione, sintetizzabili in prevenzione, protezione e sostegno delle vittime, perseguimento dei colpevoli, politiche integrate, non troviamo nulla nella programmazione del Governo.” dice la Presidentessa e prosegue: “Un Dipartimento Pari Opportunità abbandonato a se stesso, senza una guida politica e senza un confronto con le Associazioni cui viene negato un interlocutore politico. Tutto questo ha delle responsabilità e, per noi, la responsabilità è tutta nella sordità del Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, dinanzi alle richieste degli operatori del settore, tra cui quella fondamentale, di avere una Ministra per le Pari Opportunità. Gli abbiamo scritto ben tre volte: non abbiamo avuto nemmeno il piacere di avere la risposta da un suo segretario. Se ciò che vediamo è il rispetto e la sensibilità che finora è stato dato al tema della violenza sulle donne in Italia, non mi stupisce che nessun rispetto venga dato ad un’associazione come la nostra che da trent’anni, solo con la forza del volontariato e senza alcun finanziamento pubblico, sopperisce alle mancanze dello Stato. La modalità della “non risposta” è un sistema che ben conosciamo e che serve a non considerare un problema e a non dargli alcuna rilevanza politica. Una tecnica che offende, però, migliaia di cittadini e cittadine che credono e sostengono la nostra realtà e le battaglie che quotidianamente portiamo avanti, nel puro interesse collettivo e delle donne. Le mancanze sulla Convenzione porteranno inevitabilmente sanzioni che i cittadini italiani pagheranno, con i loro soldi, per l’incapacità della nostra politica. Davvero un pessima immagine per la Presidenza Italiana in Europa.” l’amara conclusione di Gabriella Carnieri Moscatelli.

 
Unioni Civili
Venerdì 01 Agosto 2014 10:24
Il "Telefono Rosa" ritiene che tra le gravi mancanze di questo paese, vi sia una legge sulle unioni civili. Per questa ragione accoglie con piacere che il percorso della Legge, con prima firmataria la Sen. Monica Cirinnà, non si fermi. Per i diritti delle persone non possiamo e non vogliamo più aspettare.
Maria Gabriella Carnieri Moscatelli


"La commissione Giustizia ha deciso oggi di proseguire il dibattito sul testo unificato sulle unioni civili. Arriveremo cosi' a settembre con una discussione ed un'analisi ampia e approfondita anche rispetto ai tanti contributi, politici e culturali, usciti recentemente sulla stampa italiana". Lo dichiara la senatrice del Pd Monica Cirinna', relatrice del provvedimento. 
"Tutte le fasi importanti che vedono cambiamenti radicali nella nostra societa' sono caratterizzati spesso da opinioni divergenti- aggiunge- Compito della politica e', dopo aver ascoltato e tentato la comprensione di tutte le posizioni, di fare una sintesi ed elaborare un testo definitivo al quale tutti i senatori potranno contribuire con emendamenti.


Se dovesse esserci anche un contributo da parte del Governo questo sara' da accogliere positivamente perche' sarebbe una manifestazione di grande interesse e sensibilita'". "Resto comunque convinta- conclude Cirinna'- che la strada parlamentare sia quella che consenta la maggiore condivisione , strada che consente tranquillamente al governo di contribuire presentando proposte ed emendamenti, anche sostanziali, per dare presto al Paese una legge da troppo tempo attesa e che viene chiesta a gran voce anche dai tanti sindaci che , in modo autonomo e diverso da citta' a citta', stanno tentando di dare una risposta ai cittadini che reclamano il riconoscimento di diritti anche presso le anagrafi".

 
A riprova di quello che diciamo una bravissima scrittrice ci ha inviato questo pezzo che condividiamo e pubblichiamo:

Le due spose


“Se non noi, chi?  Non ci siamo mai nascoste e siamo sempre state accolte, accettate e stimate per il nostro impegno per il bene della città.  Trasformiamo allora la nostra situazione in vantaggio, in una risorsa per tutti e tutte che possa servire a chi non se lo può permettere e vive una vita nascosta. Quindi saremo due spose, un sindaco, due assessori e tanti testimoni del nostro amore. Forse è anche più semplice di quanto sembra.” Carla chiude il libro e si sente qualcuno gridare “Brava”. E’ il giorno del suo matrimonio con Barbara, il primo del genere,  celebrato a Ravenna sabato cinque luglio.  Due abiti bianchi diversi per le spose - quello di Carla è lungo, impreziosito da uno scialle con disegni floreali, quello di Barbara è corto, più tradizionale, ricamato - due bouquet, una grande gioia che si sente nell’aria. Applaude tutta la sala. Con convinzione, con entusiasmo. Sono in tanti, uomini e donne di diverse età ed estrazione culturale, riuniti nella sala del Comune per testimoniare non solo la condivisione di un sentimento e di una battaglia politica, ma anche lo scollamento che c’è tra paese reale e potere, due tempi e due mondi che procedono su binari paralleli senza incontrarsi mai. “I nostri governanti continuano a fare finta che le cose non esistano, mentre noi procediamo portando avanti una battaglia per i diritti civili, nell’immobilismo totale del Paese. Senza diritto di cittadinanza. Ed è un discorso che vale per tutti, per i portatori di handicap ad esempio. Le istanze non vengono accolte, i diritti civili non sono mai una priorità e intanto la vita corre velocissima, non abbiamo più il tempo di aspettare” mi dice Barbara, l’altra sposa, spiegandomi come sia nata la scelta di questa cerimonia pubblica per festeggiare dieci anni di convivenza. Per sposarsi, alla fine, come ogni coppia desidera.

 
TELEFONO ROSA: FRANCESCO BEVERE UNA GRANDE RISORSA PER LE ISTITUZIONI
Giovedì 31 Luglio 2014 09:40

Comunicato del 31 luglio 2014

TELEFONO ROSA: FRANCESCO BEVERE UNA GRANDE RISORSA PER LE ISTITUZIONI


Il Telefono Rosa, con la sua presidentessa Gabriella Carnieri Moscatelli, esprime grande soddisfazione per la nomina del Prof. Francesco Bevere  a Direttore generale dell’Agenas.

"Siamo davvero contente che la Ministra Lorenzin abbia nominato una persona di grande valore, amico e Ambasciatore del Telefono Rosa, in un ruolo così prestigioso come la Direzione Generale dell’Agenas. Il Prof. Francesco Bevere, primo uomo a entrare come volontario nella nostra Associazione, ha da sempre profuso con grande generosità il suo impegno contro la violenza sulle donne. E’ stato lui a volere – ricorda la Presidente Carnieri Moscatelli – il primo corso di formazione per operatori socio sanitari nei Pronto Soccorso degli Ospedali della Capitale e a predisporre un intervento di assistenza sanitaria e formativa a favore delle donne delle Isole di Capoverde per combattere l’HPV.

Il Professor Bevere è un uomo di straordinario rigore, oltre che di grande bravura nel suo settore. Questo riconoscimento è una gioia per le Volontarie del Telefono Rosa, perché consente loro di vedere come persone che sanno fare dell’impegno sociale e della generosità un loro tratto distintivo, siamo apprezzate dalle più alte Istituzioni. A lui, da parte di noi tutte, il più grande “buon lavoro e ad maiora” al nostro Ambasciatore”



La Conferenza Stato Regioni riunita in seduta straordinaria. ha sancito l’Intesa sulla proposta del Ministro Lorenzin, nominando del Prof. Francesco Bevere  a Direttore generale dell’Agenas

Francesco Bevere, dal 2010 direttore generale della programmazione sanitaria presso il Ministero della salute, lascia il dicastero dopo aver raggiunto importanti risultati.

Anche durante il suo incarico presso il Ministero ha dimostrato di tenere moltissimo ai temi che gravitano attorno alla salute delle donne

Ha condotto con grande determinazione le attività finalizzate alla regolamentazione della rete delle Breast Unit, che consentirà di garantire alle donne in modo omogeneo, su tutto il territorio nazionale, servizi diagnostici, cure appropriate e di qualità.

Ha individuato i temi delle Linee Progettuali 2013 introducendo ulteriori interventi in favore delle donne, tra i quali quelli diretti alla tutela della maternità e della fertilità nelle giovani donne affette da neoplasia, favorendo l’istituzione di biobanche del tessuto ovarico su tutto il territorio nazionale. Ha individuato, altresì, specifiche linee progettuali dirette all’implementazione di percorsi diagnostico-assistenziali e di supporto per migliorare la vita delle donne affette da endometriosi infiltrante, vulvodinia e cistite interstiziale.



Maria Gabriella Moscatelli

Presidente Associazione Nazionale Telefono Rosa Onlus

 
La Vice Presidente del Senato Valeria Fedeli ha appoggiato un importante emendamento: qui di seguito il Comunicato Stampa
Martedì 29 Luglio 2014 16:25
Comunicato Stampa della Vice Presidente del Senato Valeria Fedeli 


Senato, la Vice Presidente Fedeli: La parità di genere migliora la nostra democrazia
La riforma costituzionale in discussione al Senato è uno strumento reale per migliorare la nostra democrazia. 
Con l'emendamento appena votato, di cui sono la prima firmataria e che sancisce il principio di parità e non discriminazione tra donne e uomini nelle leggi elettorali, 
rendiamo onore alla nostra stessa Costituzione, in attuazione di quanto previsto dagli articoli 3, comma 2, e 51, 
e al diritto internazionale, in conformità soprattutto con la Convenzione di Istanbul, in vigore dal prossimo 1 agosto. 
La votazione, che ha visto un ampissimo margine di consensi, 
è il compimento di un percorso reso possibile grazie ai colleghi e colleghe di diversi partiti che hanno firmato l'emendamento, 
diventato più forte grazie all'accoglimento dello stesso da parte di relatori e governo. 
Questo emendamento, rappresenta un altro decisivo tassello, il più importante, 
nel percorso in tutti i campi della cittadinanza per la parità e l'equilibrio tra uomini e donne, 
per un governo condiviso di tutte le nostre responsabilità pubbliche.
Roma, 29/07/2014
 
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