Centro di orientamento per i diritti delle donne | CF. 96169350582

VIOLENZA DI GENERE:
CON QUESTO CONCETTO SI INTENDONO ATTI VIOLENTI PERPETRATI DA UN GENERE (SOLITAMENTE MASCHILE) SULL’ALTRO (FEMMINILE). QUESTO TIPO DI VIOLENZA PUÒ RISULTARE DIFFICILE DA RICONOSCERE DA PARTE DELLE VITTIME CHE LA SUBISCONO, POICHÈ SPESSO SI INSERISCE IN UN CONTESTO CULTURALE CHE ATTRIBUISCE ALLA DONNA CARATTERISTICHE COME LA TOLLERANZA, LA COMPRESIONE E LA CURA DELL’ALTRO.
LE DIVERSE FORME DI VIOLENZA HANNO COME OBIETTIVO TRASVERSALE QUELLO DI INCUTERE TERRORE ED ASSOGGETTAMENTO E QUELLO DI LEDERE L’INTEGRITÀ FISICA E PSICOLOGICA DELLA DONNA. SPESSO LA VIOLENZA SEGUE UNA CICLICITÀ, FATTA DI FASI, DURANTE LE QUALI SI MANIFESTANO INTIMIDAZIONI, CLIMA DI TENSIONE CHE PORTA AL MANIFESTARSI DELLA VIOLENZA PER POI ARRIVARE AL PENTIMENTO ED ALLA FASE DELLA “LUNA DI MIELE”, LA QUALE PREPARA AD UN NUOVO CICLO DI VIOLENZA.
SECONDO L’INDAGINE ISTAT DEL 2006, UNA DONNA SU QUATTRO SUBISCE VIOLENZA NELL’ARCO DELLA PROPRIA VITA, PER UN TOTALE DI 6 MILIONI 743 MILA DONNE. LA VIOLENZA COSTITUISCE LA PRIMA CAUSA DI MORTE PER LE DONNE DI ETÀ COMPRESA TRA I 15 ED I 44 ANNI E, PER LE DONNE IN GRAVIDANZA, RISULTA ESSERE LA SECONDA CAUSA DI MORTE.
LA RICERCA CONDOTTA DAL FRA – EUROPEAN UNION AGENCY FOR FUNDAMENTAL RIGHTS (2014) HA STIMATO IN EUROPA UN NUMERO PARI A 13 MILIONI DI DONNE CHE HANNO SUBITO VIOLENZA FISICA NEI 12 MESI PRECEDENTI ALL’INTERVISTA; 3,7 MILIONI DI DONNE CHE, SEMPRE IN EUROPA, HANNO SUBITO VIOLENZA SESSUALE DURANTE LO STESSO PERIODO DI TEMPO, UNA DONNA SU TRE HA SUBITO VIOLENZA SESSUALE O FISICA DALL’ETA’ DI 15 ANNI IN POI E UNA DONNA SU TRE HA SUBITO VIOLENZA PSICOLOGICA DAL PROPRIO PARTNER. E ANCORA, SONO CIRCA 9 MILIONI LE DONNE CHE IN EUROPA HANNO DICHIARATO DI ESSERE STATE VITTIME DI STALKING DURANTE I 12 MESI PRECEDENTI ALL’INTERVISTA.

VIOLENZA FISICA:
RIENTRANO IN QUESTA CATEGORIA TUTTI QUEI COMPORTAMENTI TESI A MINACCIARE O LEDERE L’INTEGRITÀ FISICA DELLA PERSONA. DOBBIAMO COMPRENDERE NELLA VIOLENZA FISICA ANCHE LA MINACCIA DI ESSERE COLPITI, IL ROMPERE OGGETTI IN SEGNO DI MINACCIA, IL DARE PUGNI E CALCI AD UNA PORTA O FINESTRA, OLTRE CHE STRATTONI, SCHIAFFI, PUGNI, MORSI, FINO ALLO STRANGOLAMENTO, AL SOFFOCAMENTO, ALLE MINACCE CON ARMI ED ALL’OMICIDIO.

VIOLENZA PSICOLOGICA:
È SPESSO ANTICIPATORIA RISPETTO A QUELLA FISICA. IN QUESTA CATEGORIA RIENTRANO QUEI COMPORTAMENTI TESI AD INTACCARE L’AUTOSTIMA ED IL SENSO DI AUTOEFFICACIA DELLA DONNA, OLTRE CHE AD ISOLARLA, CON L’OBIETTIVO DI MANTENERLA IN UNO STATO DI SOGGEZIONE E SOTTOMISSIONE. POSSIAMO ELENCARE ATTI DI DERISIONE, INSULTI, CONTROLLO, ECCESSIVA GELOSIA, MINACCE ED ISOLAMENTO DA RELAZIONI FAMILIARI ED AMICALI.

VIOLENZA SESSUALE:
IN QUESTA FORMA DI VIOLENZA RIENTRA UN AMPIO SPETTRO DI COMPORTAMENTI, DALLE MOLESTIE FINO AD ARRIVARE ALLA PROSTITUZIONE FORZATA E ALLO STUPRO. IN QUESTO CAMPO RIENTRA ANCHE L’OBBLIGO DA PARTE DEL CONIUGE AD AVERE UN RAPPORTO SESSUALE. IL FATTO CHE CI SIA UNA RELAZIONE AFFETTIVA, INFATTI, NON OBBLIGA LA DONNA AD AVERE RAPPORTI DI NATURA INTIMA CON IL COMPAGNO, A DIFFERENZA DI QUANTO SI POTREBBE PENSARE A CAUSA DEL RETAGGIO CULTURALE LEGATO AI DOVERI CONIUGALI. NELLA VIOLENZA SESSUALE RIENTRANO QUINDI TUTTE QUELLE IMPOSIZIONI RISPETTO A PRATICHE SESSUALI NON DESIDERATE. NON HA NIENTE A CHE VEDERE CON IL DESIDERIO SESSUALE.

VIOLENZA ECONOMICA:
IN QUESTA TIPOLOGIA DI VIOLENZA RIENTRANO TUTTE QUELLE MODALITÀ DI ASSOGGETTAMENTO O SFRUTTAMENTO ECONOMICO DELLA DONNA. PER ESEMPIO: OSTACOLARE LA SUA INDIPENDENZA ECONOMICA E QUINDI LA POSSIBILITÀ DI LAVORARE, LIMITARE L’ACCESSO ALLE RISORSE ECONOMICHE, OCCULTARE LA SITUAZIONE PATRIMONIALE, SFRUTTARE L’ATTIVITÀ DELLA DONNA NEGANDOLE LA RETRIBUZIONE PER IL LAVORO SVOLTO, ETC.. IL VIOLENTO IN QUESTO MODO RIDUCE LE POSSIBILITÀ DI AUTONOMIA E DI INDIPENDENZA DELLA VITTIMA, CERCANDO COSI’ ANCHE DI DIMINUIRE LE POSSIBILITA’ DI SVINCOLO E CONTRASTO A QUANTO SUBITO.

STALKING:
LA PAROLA STALKING DERIVA DAL VERBO INGLESE “TO STALK”, CHE IN ITALIANO VIENE TRADOTTO CON IL SIGNIFICATO DI “FARE LE POSTE”, INSEGUIRE, ACCERCHIARE, BRACCARE. SI RIFERISCE AD UNA SERIE DI ATTI PERSECUTORI REITERATI, INDIVIDUATI NELL’ ART. 612 BIS DEL CODICE PENALE, CHE GENERANO NELLA VITTIMA UNO STATO DI ANSIA E PAURA COSI’ FORTE DA COSTRINGERLA A CAMBIARE LE PROPRIE ABITUDINI DI VITA. QUESTO FENOMENO È STATO RICONOSCIUTO PER LA PRIMA VOLTA IN CALIFORNIA NEL 1990 A CAUSA DELLE PERSECUZIONI DI CUI SONO STATE VITTIME ALCUNE PERSONALITÀ DEL MONDO DELLO SPETTACOLO. LA PERSECUZIONE PUÒ ESSERE ATTUATA ATTRAVERSO ANCHE MODALITÀ NORMALMENTE RICONOSCIUTE COME FORME DI CORTEGGIAMENTO, MA CHE NON CESSANO NONOSTANTE NON SIANO GRADITE ALLA VITTIMA. GLI ATTI PERSECUTORI POSSONO ESSERE CONTINUE TELEFONATE, MESSAGGI, BIGLIETTI, LETTERE, APPOSTAMENTI, RICHIESTE DI APPUNTAMENTI, REGALI INDESIDERATI, ETC.. QUANDO SI VERIFICA UNA PERSECUZIONE MESSA IN ATTO ATTRAVERSO L’USO DI INTERNET, DELLA POSTA ELETTRONICA, DI SOCIAL NETWORK, ETC. SI PARLA DI CYBERSTALKING.

MOBBING:
CON QUESTO TERMINE SI INTENDONO UNA SERIE DI ATTI VIOLENTI TESI AD ISOLARE UN MEMBRO DAL GRUPPO. QUESTO FENOMENO È STATO STUDIATO PREVALENTEMENTE NELL’AMBITO DEL LAVORO E SI RIFERISCE AD UN INSIEME DI CONDOTTE MESSE IN ATTO DA COLLEGHI O SUPERIORI AL FINE DI SVALUTARE, ISOLARE, ESTROMETTERE O COSTRINGERE ALL’ALLONTANAMENTO DAL LUOGO DI LAVORO DA PARTE DELLA VITTIMA. QUESTO FENOMENO PROVOCA GRAVI RIPERCUSSIONI SULL’ AUTOSTIMA E SULLA SALUTE FISICA E PSICOLOGICA DELLA PERSONA CHE NE È VITTIMA. ATTUALMENTE IN ITALIA NON SI DISPONE DI UNA LEGGE CHE SI OCCUPI IN MANIERA SPECIFICA DEL FENOMENO: SI RICORRE QUINDI AD ALTRI CAPI DI REATO ED ALLA VALUTAZIONE DEL DANNO.

VIOLENZA ASSISTITA:
PARTICOLARE RILEVANZA DEVE ESSERE DATA AL FENOMENO DELLA VIOLENZA ASSISTITA. SI PUÒ DEFINIRE COME L’ASSISTERE, DA PARTE DI MINORI, A CONDOTTE VIOLENTE, DI QUALSIASI TIPO ESSE SIANO, AI DANNI DI UNA FIGURA DI RIFERIMENTO, ADULTA O MINORE. ASSISTERE ALLA VIOLENZA PUÒ GENERARE UNA SERIE DI SINTOMI A LIVELLO PSICOFISICO CHE COMPRENDONO DISTURBI DEL SONNO O DELL’ALIMENTAZIONE. SI TENDE A PENSARE CHE BAMBINI MOLTO PICCOLI NON POSSANO ESSERNE VITTIME POICHÈ ANCORA NON IN GRADO DI COMPRENDERE: IN REALTÀ ANCHE LORO PERCEPISCONO IL CLIMA DI TENSIONE E DI PAURA CHE SI INSTAURA IN CASA E CHE VIVE LA PROPRIA MAMMA.

ALTRE FORME DI VIOLENZA:

  • POSSIAMO POI RICORDARE TRA LE ALTRE FORME DI VIOLENZA:
  • TRATTA E PROSTITUZIONE FORZATA;
  • MUTILAZIONI GENITALI;
  • ACIDIFICAZIONE;
  • STUPRO DI GUERRA ED ETNICO;
  • FEMMINICIDIO COMPRESA LA CONNOTAZIONE COME ABORTO SELETTIVO.

I SERVIZI:

CENTRO ANTIVIOLENZA:
I CENTRI ANTIVIOLENZA NASCONO IN ITALIA VERSO LA FINE DEGLI ANNI ’70, CON LO SCOPO DI FORNIRE UN AIUTO CONCRETO ALLE DONNE CHE SUBISCONO VIOLENZA.
IL CENTRO ANTIVIOLENZA È UNA STRUTTURA CHE SI PROPONE DI OFFRIRE SUPPORTO ALLE DONNE VITTIME DI OGNI TIPO DI VIOLENZA GRAZIE ALLA RELAZIONE TRA DONNE, IN QUANTO VI PRESTANO OPERA DI VOLONTARIATO SOLO PROFESSIONISTE DI GENERE FEMMINILE. I CENTRI PORTANO AVANTI LA LORO LOTTA AL FENOMENO DELLA VIOLENZA DI GENERE ANCHE ATTRAVERSO ATTIVITA’ DI SENSIBILIZZAZIONE, IN-FORMAZIONE E PREVENZIONE.
TRA I SERVIZI OFFERTI GRATUITAMENTE IN TALI STRUTTURE RICORDIAMO:

  • ACCOGLIENZA TELEFONICA;
  • CONSULENZA ED ASSISTENZA PSICOLOGICA, ATTRAVERSO SIA COLLOQUI INDIVIDUALI SIA GRUPPI DI AUTO-AIUTO;
  • CONSULENZA ED ASSISTENZA LEGALE;
  • RICERCA E RACCOLTA DATI;
  • FORMAZIONE AGLI OPERATORI CHE ACCOLGONO DONNE VITTIME DI VIOLENZA, COME IL PERSONALE SOCIO-SANITARIO O DELLE FORZE DELL’ORDINE;
  • MEDIAZIONE CULTURALE;
  • SEGRETARIATO SOCIALE, ETC..

CASA DI ACCOGLIENZA PER DONNE VITTIME DI VIOLENZA:
SONO DEI CENTRI IN CUI SI OFFRE, OLTRE ALL’ACCOGLIENZA, L’OSPITALITÀ ALLE DONNE VITTIME DI VIOLENZA, CON O SENZA FIGLI MINORI. IN QUESTE STRUTTURE SI OFFRE PERCIÒ PROTEZIONE ALLE VITTIME CHE NON SONO IN GRADO DI SOSTENERSI INDIVIDUALMENTE A LIVELLO ECONOMICO E CHE PER MOTIVI DI SICUREZZA DEVONO LASCIARE LA PROPRIA ABITAZIONE. PER OGNI OSPITE VIENE ATTIVATO UN PROGETTO INDIVIDUALE DI USCITA DALLA SITUAZIONE SUBITA, ATTRAVERSO IL SOSTEGNO LEGALE E PSICOLOGICO OLTRE CHE IL LAVORO DI RETE CON I SERVIZI PRESENTI SUL TERRITORIO, CON L’OBIETTIVO DI FAVORIRE LA CONQUISTA DI UNA NUOVA AUTONOMIA ED INDIPENDENZA.

CASE DI SEMIAUTONOMIA:
QUESTE STRUTTURE ACCOLGONO DONNE VITTIME DI VIOLENZA CHE PROVENGONO DALLE CASE DI ACCOGLIENZA, ALL’INTERNO DELLE QUALI HANNO PORTATO A TERMINE IL PROPRIO PROGETTO INDIVIDUALE, MA CHE NON SONO ANCORA COMPLETAMENTE INDIPENDENTI DAL PUNTO DI VISTA ECONOMICO. IN QUESTO MODO SI ACCOMPAGNA LA DONNA NEL REINSERIMENTO SOCIALE E LAVORATIVO, PERMETTENDO UN MAGGIOR TEMPO DI PERMANENZA IN UNA STRUTTURA CHE CONSENTE ALLA VITTIMA DI AVERE UNA MAGGIORE AUTONOMIA.

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