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«La prima conclusione che possiamo trarre», spiega a Lettera43.it Claudia Garcia-Moreno, ricercatrice dell’Oms a capo del dipartimento sulla Salute sessuale e di genere, «è che il tasso di violenza non dipende dal reddito. La variabile da cui dipende maggiormente è l’educazione. E anche nei Paesi sviluppati il livello è inaccettabile».

Il fatto che il numero delle donne che hanno subito abusi, quasi sempre in ambito familiare, sia, in percentuale quasi uguale in Italia (12,2%) e in Paesi considerati molto evoluti come la Svezia (11%) e addirittura superiore in Germania (27,9%), fa pensare che non dipenda dal grado di evoluzione democratica o dal reddito ( e, aggiungo, neanche dal tipo di religione predominante: qui si tratta di cattolici e protestanti e in India dove la violenza contro le donne è in preoccupante crescita, sono sia gli induisti che i musulmani a perpetrare orrendi delitti) allora c’è da pensare che solo l’educazione impartita nelle scuole, fin dalle prime classi, potrebbe mutare, alla radice, la mentalità dei futuri uomini adulti.

Un’attenta “educazione di genere”, che stabilisca la parità fra uomini e donne e il rispetto reciproco, fin dall’infanzia, forse è la scelta che andrebbe fatta, insieme a leggi veramente adeguate e a forze dell’ordine, preparate e addestrate per proteggere le donne minacciate.

Certo, il fatto che in questa legislatura si sia eliminato il Ministero delle Pari Opportunità, ritenuto inutile, è molto grave, anche perché meritevoli associazioni volontarie, come il Telefono Rosa perdono un interlocutore istituzionale importantissimo.

In questo secondo millennio, purtroppo, stiamo assistendo a un’escalation di violenza insopportabile, e non solo contro le donne: il Medio Oriente e l’Africa sono in preda a fanatici assassini, dalla Siria alla Libia, alla Nigeria, per non parlare del Sudan, della Somalia e del Kenia. Inoltre molti di loro (soprattutto capi religiosi) si sono infiltrati in Europa e negli Stati Uniti, dove assoldano nelle fila di questo Islam sanguinario, i figli dei migranti musulmani di seconda generazione, educati in scuole occidentali, che si fanno affascinare dall’idea del Califfato vendicatore, che gli restituisca un’identità forte e prevaricatrice. L’ideologia di questi terroristi arriva persino a coinvolgere minori innocenti com’è avvenuto recentemente in Nigeria, dove delle bambine sono state imbottite di esplosivi che hanno inflitto loro la morte, insieme a quella di altri cittadini che si trovavano sul luogo prescelto dagli uomini di Boco Haram, che peraltro continua a rapire ragazze per convertirle forzatamente alla loro “setta”.

I terroristi dell’Isis, ormai abilissimi nel fabbricare filmati propagandistici, che fanno girare in rete, hanno filmato un ragazzino di dieci anni, armato di una pistola che, insieme al padre, uccide alcuni malcapitati ritenuti spie .

Siamo forse destinati a una mostruosa “sottomissione” come scrive il provocatorio scrittore francese Michel Houellebecq?Mi auguro proprio di no.

Sandra Artom

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